{"id":2381,"date":"2021-03-31T22:24:14","date_gmt":"2021-03-31T20:24:14","guid":{"rendered":"https:\/\/agora-humanite.org\/?p=2381"},"modified":"2021-03-31T22:24:50","modified_gmt":"2021-03-31T20:24:50","slug":"beni-comuni-vs-capitalismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/agora-humanite.org\/de\/beni-comuni-vs-capitalismo\/","title":{"rendered":"Beni Comuni vs Capitalismo"},"content":{"rendered":"<p class=\"qtranxs-available-languages-message qtranxs-available-languages-message-de\">Leider ist der Eintrag nur auf <a href=\"https:\/\/agora-humanite.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2381\" class=\"qtranxs-available-language-link qtranxs-available-language-link-it\" title=\"IT\">IT<\/a> verf\u00fcgbar.<\/p><p><\/p>\n<div class=\"w-separator size_medium\"><strong><em><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1984 alignright\" src=\"https:\/\/agora-humanite.org\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Patrella-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/agora-humanite.org\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Patrella-300x200.jpg 300w, https:\/\/agora-humanite.org\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Patrella-768x511.jpg 768w, https:\/\/agora-humanite.org\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Patrella.jpg 926w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Trascrizione e video dell\u2019intervista di Roberto Morea a Riccardo Petrella.<\/em><\/strong><\/div>\n<div class=\"w-post-elm post_content us_custom_e5aea6d2\">\n<p><strong>Roberto:<\/strong>\u00a0Ciao Riccardo e grazie di aver accettato l\u2019invito a parlare con noi. Come transform! europa siamo molto interessati al concetto di \u201cbeni comuni\u201d, e tu sei una delle prime personalit\u00e0 in questo campo, quindi la prima domanda che vorrei farti \u00e8: insomma viviamo in una lunga crisi europea, nel senso che l\u2019Europa, cos\u00ec com\u2019\u00e8 stata fatta, ha mostrato l\u2019incapacit\u00e0 di affrontare le questioni della cura umana e ha semplicemente salvaguardato solo gli interessi economici delle multinazionali.<br \/>\nAbbiamo da tempo definito i beni comuni come la spina dorsale della costruzione non solo di una visione alternativa, ma anche il modo per definire intorno ad essi una nuova soggettivit\u00e0 politica.<br \/>\nQuindi, di fronte al nuovo scenario attuale della pandemia, come \u00e8 possibile ora costruire una visione alternativa della societ\u00e0 attorno a questo concetto di beni comuni?<\/p>\n<p><strong>Riccardo:<\/strong>\u00a0Grazie a te per l\u2019invito. Vorrei effettivamente fare alcune rapide osservazioni sul processo di integrazione europea, nel senso che la costruzione dell\u2019Unione Europea, a partire dagli anni Cinquanta, \u00e8 sempre stata dominata da tre grandi forti e opposte spinte, la prima delle quali era il principio politico istituzionale. La tensione tra l\u2019Europa delle nazioni, la sovranit\u00e0 nazionale, e d\u2019altra parte l\u2019Europa sovranazionale, la comunit\u00e0 europea, una politica che supera tutte le conseguenze negative del principio del nazionalismo della sovranit\u00e0 nazionale ecc. e costruisce un nuovo spazio democratico.<br \/>\nLa seconda tensione era tra un\u2019economia europea, che stava per essere ricostruito dopo la distruzione della seconda guerra, e doveva scegliere tra l\u2019interesse dominante, e quindi l\u2019interesse del capitale per le imprese e l\u2019interesse di mercato o, in opposizione, seguire l\u2019interesse generale del benessere e la prosperit\u00e0 di tutti gli abitanti europei, che era appunto il welfare state, fondato proprio sulla salvaguardia e promozione dei public commons, che doveva essere parte integrante dei diritti universali alla vita. Questa tensione era tra il mercato e beni comuni e pubblici, tra mercato e Stato, che deve essere incaricato e responsabile della difesa degli interessi della popolazione.<\/p>\n<p>La terza tensione era tra un\u2019Europa di gruppi dominanti di un\u2019\u00e9lite tecnocratica e antidemocratica europea e l\u2019Europa della democrazia.<\/p>\n<p>E cosa \u00e8 successo su queste 3 tensioni? Alla fine, dopo 70 anni, il vincitore \u00e8 stato il concetto di sovranit\u00e0 degli interessi nazionali e ha vinto l\u2019oligarchia.<\/p>\n<p>Non solo le strutture democratiche, il Parlamento, ancora dopo 70 anni, ha un potere debole, il potere reale \u00e8 nelle mani della struttura tecnocratica oligarchica, come la Commissione che rappresenta il luogo in cui sono gli interessi dei principali attori economici e finanziari pi\u00f9 forti d\u2019Europa ed \u00e8 qui che si realizza un fallimento di 70 anni.<\/p>\n<p>Ci troviamo oggi con un\u2019incapacit\u00e0, da parte delle societ\u00e0 europee, di pensare non solo a realizzare ma anche a concepire di pensare a politiche comuni.<\/p>\n<p>Un passaggio fondamentale in questo percorso \u00e8 stato compiuto nel \u201992 quando il trattato di Maastricht ha definito, come architrave della \u201ccattedrale dell\u2019Unione Europea\u201d la legge di mercato, per la quale, con la creazione del mercato unico, si \u00e8 arrivati necessariamente alla moneta unica.<\/p>\n<p>Questi elementi coagulati contro i diritti e l\u2019interesse comune, sono la progressiva perdita, a partire dagli anni Settanta, di una visione tutta pubblica della convivenza, ed \u00e8 cos\u00ec allora, a partire dal \u201992 non parliamo pi\u00f9 di Comunit\u00e0 Europea ma parliamo di Unione Europea.<\/p>\n<p>Non so se avete notato il passaggio linguistico avvenuto trent\u2019anni fa, che ha segnato un passaggio storico: non siamo pi\u00f9 una comunit\u00e0 europea, siamo l\u2019unione di Stati e guarda caso nel gergo dell\u2019odierna politica sindacale non si parla pi\u00f9 in termini di politiche comuni europee.<\/p>\n<p>Questo ci porta all\u2019incapacit\u00e0 dell\u2019Unione Europea di combattere la pandemia e di mantenere l\u2019interesse generale degli europei e il diritto alla salute invece rende la politica subordinata e totalmente sottomessa alla logica degli interessi economici con il dominio finanziario, per cui appare ovunque cos\u00ec evidente che oggi la Commissione Europea, con la maggioranza del Parlamento Europeo sempre pi\u00f9 conservatrice, diventa sempre pi\u00f9 strumento in difesa degli interessi nazionali.<\/p>\n<p>Allora ecco che arriva il problema di oggi, l\u2019incapacit\u00e0 dell\u2019Europa di combattere la pandemia permette di rafforzare i processi in corso, ecco perch\u00e9 mettono tutto lo spirito, tutta l\u2019enfasi, tutto l\u2019immaginario possibile intorno alla vaccinazione. \u201cVaccineremo l\u201980%, 90%, 100% della popolazione!\u201d, \u201cVaccineremo l\u201980% della popolazione alla fine del 2021!\u201d. Questa \u00e8 la strategia.<\/p>\n<p>Ma vaccinare non \u00e8 necessariamente sufficiente per rispondere ad una politica sanitaria per tutti, al diritto alla vita per tutti gli europei, e anche a tutti gli abitanti della terra. \u00c8 invece la logica di \u201cusare la tecnologia come soluzione\u201d.<\/p>\n<p>Di fronte a questo nuovo nemico, anche le persone non sono pi\u00f9 interessate e allettate a interessarsi a chiedere \u201cda dove viene?\u201d.<\/p>\n<p>Pecrh\u00e8 scopriresti che proviene proprio da uno sviluppo tecnologico e scientifico dei dominanti. Perch\u00e9 se la gente sapesse che \u00e8 proprio, come qualcuno dice e credo sia un ragionevole dubbio, \u00e8 supportato dai fatti che la nuova forma di pandemia \u00e8 dovuta al fatto che il nostro progresso economico tecnologico, fondato sulla scienza, ha distrutto la gestione della vita sulla Terra in modo tale da distruggere tutte le regole che la vita stessa ha adottato per non oltrepassare i confini tra le varie specie.<br \/>\nEbbene, non crederebbero davvero, allora, che la scienza, la tecnologia, sono in realt\u00e0 i \u201csalvatori della patria\u201d.<\/p>\n<p><strong>Roberto:<\/strong>\u00a0Giustamente fai notare questa mancanza di politiche europee comuni, eppure abbiamo visto gli impegni economici che sono stati presi a livello europeo, sembrerebbe un\u2019inversione di marcia rispetto alle politiche finora attuate, quindi potrebbe l\u2019Unione Europea dare una risposta coerente? E quanto \u00e8 efficiente dal nostro punto di vista, come pu\u00f2 invertire la sensazione di impotenza che abbiamo nell\u2019affrontare la crisi pandemica?<\/p>\n<p><strong>Riccardo:<\/strong>\u00a0Si tratta proprio dello sviluppo di una visione della vita e di una pratica delle diverse attivit\u00e0 economiche, sociali culturali, tecnologiche delle societ\u00e0 umane fondate sul bene comune pubblico.<br \/>\nAbbiamo distrutto tutti i beni pubblici, non ci sono pi\u00f9, non c\u2019\u00e8 niente che sia bene comune e in particolare bene comune pubblico. tutto \u00e8 stato mercificato, vale a dire mercificato la regola principale dei rapporti tra gli esseri umani per quanto riguarda l\u2019uso delle risorse disponibili, sia naturali che artificiali, prodotte dall\u2019uomo.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 significa che le regole che devono guidare i rapporti tra gli esseri umani sono dettate dallo scambio mercantile, quindi c\u2019\u00e8 sempre uno scambio e uno scambio commerciabile, quindi le regole del mercato guidano lo scambio mercantile delle cose, delle merci tra gli esseri umani. Assumendo che la logica del meccanismo di mercato consenta l\u2019ottimizzazione del rapporto tra venditore, acquirente e consumatore.<\/p>\n<p>Questa mercificazione significa precisamente, necessariamente, tre altre cose: la liberalizzazione dei rapporti commerciali. la deregolamentazione di questi processi e quindi significa niente o meno Stato e pi\u00f9 privato e pi\u00f9 finanza ecc.<\/p>\n<p>\u201cCommons\u201d deriva dalle parole latine \u201ccum munis\u201d che significa che abbiamo mezzi di comunit\u00e0. ecco perch\u00e9 le politiche comuni hanno significato mettere insieme obiettivi mettere insieme strumenti ecc.<br \/>\nIl bene \u00e8 comune anche perch\u00e9 appartiene a tutti, nel senso della propria convivenza, tuttavia \u00e8 chiaro che la comunit\u00e0 ora pu\u00f2 essere territoriale e settoriale, per cui i beni comuni sono tutto ci\u00f2 che gli esseri umani decidono di mettere insieme, per prendersi cura insieme e considerare ci\u00f2 che \u00e8 necessario e importante da mettere insieme e quindi i beni comuni sono fondamentali per la vita perch\u00e9 strettamente legati ai diritti umani.<\/p>\n<p>Il fatto che esistessero beni fondamentali per la vita, come l\u2019acqua, l\u2019aria, l\u2019energia solare, come i semi, la terra, come l\u2019educazione come la salute, era perch\u00e9 questi beni sono fondamentali e giustamente sono stati addebitati alla responsabilit\u00e0 della comunit\u00e0 e della collettivit\u00e0 quindi lo Stato interviene qui.<br \/>\nSoprattutto negli ultimi decenni, a causa della tecnologia, dell\u2019azione scientifica sulla nostra vita, molti dei beni comuni, fondamentali per la vita, sono stati privatizzati e quindi non \u00e8 corretto limitarsi a parlare di beni comuni come se questo risolvesse del tutto il problema, ma \u00e8 necessario utilizzare il concetto pi\u00f9 preciso di beni comuni pubblici, proprio per definire quelli fondamentali per la vita. In questo modo la responsabilit\u00e0 deve essere assunta dalla collettivit\u00e0 politicamente organizzata, che in questo caso \u00e8 lo Stato.<\/p>\n<p>Ecco allora che i commons \u201cpubblici\u201d, il ruolo pubblico diventa fondamentale nel lottare per la vita, perch\u00e9 le nostre societ\u00e0 hanno stravolto anche il concetto di pubblico.<br \/>\nTutto viene privatizzato, anche lo Stato ha accettato di privatizzare tutto, compreso il denaro, l\u2019euro, infatti, non \u00e8 una moneta pubblica. Una valuta i cui proprietari sono i mercati finanziari attraverso le banche e in particolare le banche centrali a cui, i mercati, hanno affidato alle banche centrali nazionali ed in particolare alla banca centrale europea la responsabilit\u00e0 del governo economico, rispondendo non alla Commissione Europea o al Parlamento Europeo ma solo ai mercati finanziari.<\/p>\n<p>Certamente questo \u00e8 il principale bene comune, il cuore dell\u2019intero dibattito odierno sulla pandemia \u00e8 proprio sapere se effettivamente abbiamo gli strumenti per permetteteci di combattere la pandemia, come il vaccino con gli altri bellissimi strumenti che sono, farmaci, per test diagnostici ecc. Se questo fa parte dei beni comuni pubblici, affinch\u00e9 lo Stato abbia il compito di promuovere la salvaguardia dei diritti alla vita degli abitanti dei suoi cittadini? Lo Stato pu\u00f2 avere una politica di salute pubblica? oppure sono pensati beni di propriet\u00e0 privata come i vaccini, i medicinali ecc.?<br \/>\nQuindi, non ci pu\u00f2 essere politica pubblica, siamo privati dai detentori di questi beni, poich\u00e9 questi beni sono stati privatizzati e i brevetti sono beni privati.<\/p>\n<p>Il brevetto \u00e8 lo strumento attraverso il cui siamo stati portati al tipo di societ\u00e0 e al tipo di Stato che ho descritto finora. attraverso il brevetto sul diritto di propriet\u00e0 si \u00e8 diffuso il sovrano assoluto.<br \/>\nBisognerebbe sospendere l\u2019applicazione delle regole relative ai brevetti sui vaccini e quindi le regole che dicono: i privati e le aziende private hanno la propriet\u00e0 e l\u2019assoluto uso esclusivo della conoscenza ecc.<br \/>\nMa questa \u00e8 una sospensione provvisoria, non \u00e8 l\u2019abolizione del brevetto, e cos\u00ec il sistema finanziario dominante ha la possibilit\u00e0 di dominare il campo della politica sulla vita.<\/p>\n<p>La grande sfida delle nostre societ\u00e0 non \u00e8 pi\u00f9 la sfida, la lotta tra capitale e lavoro perch\u00e9 questa \u00e8 nelle mani del capitale, purtroppo direi definitivamente. Per spiegare perch\u00e9, ci vorrebbero ore e addentrarci in altre cose, ma la lotta ora \u00e8 tra capitale e vita. Cio\u00e8 la vita deve difendersi dalla sottomissione e dalla prigione in cui l\u2019ha rinchiusa il capitale, grazie alle autorit\u00e0 pubbliche, e questo \u00e8 il problema della lotta ai brevetti, quindi la lotta per i beni comuni pubblici \u00e8 una lotta difficilissima, perch\u00e9 non dobbiamo lottare solo contro i proprietari privati, ma anche contro le autorit\u00e0 pubbliche che oggi sono a favore dei brevetti, dimenticando che dovrebbero essere le autorit\u00e0 pubbliche con la sovranit\u00e0 a decidere nell\u2019allocazione delle risorse disponibili fondamentali per la vita.<\/p>\n<p>Il capitale, grazie anche ad una forte complicit\u00e0 delle autorit\u00e0 pubbliche nazionali e internazionali, \u00e8 riuscita e sta riuscendo a consolidare, anche nella testa delle persone, il principio che solo il privato, il capitale privato, \u00e8 in grado di avere la capacit\u00e0 scientifica e tecnologica di produrre i beni essenziali.<br \/>\nLe multinazionali private a scopo di lucro hanno fatto il loro lavoro, quello che \u00e8 difficile accettare \u00e8 la grande responsabilit\u00e0 della cosiddetta classe politica \u201cprogressista\u201d, che ha accettato di parlare del mercato come regolatore della nostra societ\u00e0. La famosa terza via, in realt\u00e0 allora, era la promozione, diciamo, del \u201ccapitalismo non selvaggio\u201d. Purtroppo ci\u00f2 ha alimentato questi passaggi ed \u00e8 per questo che oggi la battaglia tra la vita e il capitale \u00e8 fondamentale e la battaglia contro i brevetti non \u00e8 una battaglia all\u2019interno di dinamiche occasionali, ma piuttosto una battaglia di lungo termine.<\/p>\n<p><strong>Roberto:<\/strong>\u00a0So che conosci la situazione in Polonia e in generale nei Paesi dell\u2019ex cortina di ferro. Abbiamo visto, diciamo, una grossa difficolt\u00e0 a rimettere nel discorso pubblico un\u2019idea di societ\u00e0 collettiva, perch\u00e9 provengono da un\u2019esperienza che ha lasciato un brutto ricordo, o almeno una cattiva reputazione. D\u2019altra parte vediamo Paesi occidentali, costruiti nella democrazia partecipativa totalmente o in parte senza democrazia, se non come un simulacro, in cui i veri poteri sono consegnati nelle mani dell\u2019impresa privata e della finanza. Quindi la mia domanda \u00e8: come \u00e8 possibile definire un\u2019identit\u00e0 sociale europea in grado di cambiare gli equilibri di potere in cui ci troviamo?<\/p>\n<p><strong>Riccardo:<\/strong>\u00a0Secondo me il passaggio fondamentale \u2013 ora sto facendo delle ipotesi, non ho alcuna pretesa di aspettarmi che ci\u00f2 che dico debba diventare ortodossia o essere assolutamente l\u2019unica cosa da fare \u2013 \u00e8 \u201criconquistare il concetto che siamo societ\u00e0 di diritto, perch\u00e9 uno dei risultati pi\u00f9 devastanti e catastrofici di tutto ci\u00f2 che abbiamo detto \u00e8 che le persone non credono che ci siano diritti. i dominanti dicono che non hai pi\u00f9 diritti.<\/p>\n<p>Hai visto che per trent\u2019anni c\u2019\u00e8 stato effettivamente un cambiamento nel parlare di diritti, parliamo di \u201cparit\u00e0 di accesso\u201d e accesso a prezzi accessibili per la salute, l\u2019educazione, all\u2019acqua, tutto questo \u00e8 stato questo principio \u00e8 stato affermato nel programma di sviluppo del millennio 2000 2015 ed \u00e8 ripetuto nel programma delle Nazioni Unite 2000 2015 con gli obiettivi di sviluppo sostenibile.<br \/>\nNon parliamo pi\u00f9 di diritti, parliamo di accesso. Non di diritto, che \u00e8 parte integrante dell\u2019essere di civilt\u00e0, oggi si parla di accesso. Accedi e dove vai? Al mercato o vai al supermercato o vai su Amazon.<br \/>\nDunque i dominanti sono riusciti \u2013 e ripeto con la complicit\u00e0 di tante forze che si sono autodefinite progressiste e di sinistra \u2013 a far passare il mercato come unico luogo di relazioni umane.<br \/>\nInvece il concetto di diritto afferma il principio di gratuit\u00e0, non perch\u00e9 non ci siano costi da coprire, i costi in giustizia e nella copertura della gratuit\u00e0 ci sono sempre, solo che l\u2019assunzione di questi costi \u00e8 a carico della collettivit\u00e0 e quindi dello Stato attraverso la tassazione progressiva. \u00e8 il sistema fiscale che garantisce la gratuit\u00e0, ma una gratuit\u00e0 che \u00e8 a carico di tutti se, in un sistema socialmente buono e non corrotto dai potenti, la tassazione funziona e si pu\u00f2 arrivare, come nei paesi scandinavi, a raggiungere l\u201980%del reddito guadagnato sia dal lavoro che dal capitale per finanziare beni e servizi comuni. L\u201980, non il 30 oil 50%che oggi sembra uno scandalo fiscale, perch\u00e9 in quella spesa ci sono servizi e beni comuni, ma \u00e8 una gratuit\u00e0 che si basa sulla partecipazione finanziaria di tutti.<br \/>\nQui torno quindi sulla questione del diritto, la via \u00e8 la legge.<br \/>\nI polacchi, cos\u00ec come gli ungheresi e i cechi, avevano avuto una grande svolta con la loro attivit\u00e0 di liberazione dal dominio dell\u2019Unione Sovietica.<\/p>\n<p>Solidarnosc era dire: ci liberiamo da un impero ma lo facciamo insieme, siamo solidali con il popolo, non siamo solidali con i potenti. Solidarnosc \u00e8 stato il tentativo dei polacchi di restituire dignit\u00e0 agli operai delle industrie e dei cantieri navali, dei lavoratori pi\u00f9 sfruttati, dicendo che siamo solo noi che dobbiamo decidere della nostra societ\u00e0, insieme, solidali, per la giustizia non per i potenti, per le oligarchie, e lo dobbiamo fare democraticamente.<\/p>\n<p>Questa fase \u00e8 stata abbandonata perch\u00e9 in fondo ha vinto il tessuto conservatore della societ\u00e0 polacca, strettamente legato all\u2019elemento religioso, che era una societ\u00e0 contadina, una societ\u00e0 ancora agricola, e qui \u00e8 stato l\u2019errore degli europei occidentali che non hanno capito che condurre la politica agricola comune che avevano messo in piedi significava condannare a morte quelle economie come quella polacca.<\/p>\n<p>Era inutile dare alla Polonia miliardi e miliardi di investimenti per la riconversione all\u2019attivit\u00e0 industriale una volta distrutta la loro agricoltura, perch\u00e9 cos\u00ec avevano condannato la loro agricoltura, se non quell\u2019agricoltura polacca capace di investire e diventare competitiva sui mercati europei e mondiali rispetto all\u2019agricoltura ad alta intensit\u00e0 di investimenti energetici e chimici americani e occidentali.<\/p>\n<p>La gente della Polonia lo ha capito e per questo non ha mai amato molto l\u2019Unione Europea e per questo hanno vinto queste forme di conservatorismo retrogrado, rispetto a questa Europa tecnocratica che vantava progresso, libert\u00e0, condannando un popolo di 35 milioni, all\u2019epoca, dei quali ancora la maggioranza, era un popolo che viveva di agricoltura.<\/p>\n<p>E poi, addirittura, hanno visto che, liberati dall\u2019Unione Sovietica, l\u2019Unione Europea avanzava sempre pi\u00f9 verso una societ\u00e0 che fondamentalmente non c\u2019entrava nulla con loro, se non per imporre la visione dei tecnocrati dell\u2019Europa altamente tecnologicamente sviluppata. Quando poi, contemporaneamente, invece sono cadute le speranze, dall\u2019altro lato, di trasparenza e disarmo avanzate da Gorbaciov, si \u00e8 affermata una potenza tecnoctratica anche nell\u2019ex URSS, ecco allora che i popoli dell\u2019Est, visto anche che la classe progressista occidentale accettava tutte queste cose, si sono detti \u201cqui dobbiamo salvarci\u201d perch\u00e9 cadere dalla padella alla brace, non era molto divertente o emozionante.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 ripartire dal diritto e dai diritti universali perch\u00e9 ormai, volenti o nolenti, l\u2019interdipendenza e la complessit\u00e0 dei nostri sistemi sono globali e quindi \u00e8 necessaria una legge universale, ecco perch\u00e9 la salute deve diventare un bene pubblico mondiale.<\/p>\n<p>La via d\u2019uscita \u00e8 il collegamento tra i diritti universali e i beni comuni pubblici.<br \/>\nUno dei grandi difetti che abbiamo oggi \u00e8 che proprio i dominanti sono riusciti a dissociare diritti universali e \u201cpublic commons\u201d facendoli sparire non solo distaccandoli ma anche facendoli sparire, perch\u00e9 se si dividono in due succede sempre che una parte che se ne va e se una parte va via anche l\u2019altra va via. L\u2019aver privatizzato i beni comuni pubblici fondamentali ha portato all\u2019eliminazione del concetto di diritto universale alla vita, e l\u2019aver ridotto e abbandonato il diritto universale alla vita, ha accentuato il progetto di respingere il concetto di bene comune pubblico.<\/p>\n<\/div>\n<p><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Leider ist der Eintrag nur auf IT verf\u00fcgbar. Trascrizione e video dell\u2019intervista di Roberto Morea a Riccardo Petrella. Roberto:\u00a0Ciao Riccardo e grazie di aver accettato l\u2019invito a parlare con noi. 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